Due o tre cose che penso della fotografia
-la fotografia, semioticamente parlando, è un indice, non un'icona;
-la fotografia è una metonimia del mondo;
-il maggior potere della fotografia è quello di rendere il più possibile vera e credibile qualsiasi cosa essa presenti;
-la fotografia è un messaggio senza codice; applicarle categorie linguistiche per cercare di interpretarla e spiegarla è, nella maggior parte dei casi, più dannoso che utile;
-è più corretto parlare di fotografia digitalizzata che non di fotografia digitale (per comodità e uso si fa comunque ricorso sempre alla seconda definizione, pur con tutta la confusione che essa porta con sè);
-le questioni e i problemi inerenti la distinzione tra fotografia analogica e fotografia digitale sono, per la maggior parte, false questioni e falsi problemi. Che si scatti in analogico o in digitale, il corpo macchina che si utilizza è comunque costruito con un'ottica che si basa sui principi prospettici albertiani e della camera oscura rinascimentale; che venga a contatto con una pellicola o un sensore, la luce viene comunque trattata nel senso di un raggruppamento di elementi (cristalli di bromuro d'argento nella pellicola; elettroni nel sensore) laddove colpisce più a lungo o più forte. Operare in analogico o in digitale permette, al più, di applicare alcune tecniche "estreme" che sarebbero precluse utilizzando una o l'altra tecnologia, ma non vi sono altre differenze significative, se non quelle di uso, abitudine e comodità personali.
-la fotografia è una metonimia del mondo;
-il maggior potere della fotografia è quello di rendere il più possibile vera e credibile qualsiasi cosa essa presenti;
-la fotografia è un messaggio senza codice; applicarle categorie linguistiche per cercare di interpretarla e spiegarla è, nella maggior parte dei casi, più dannoso che utile;
-è più corretto parlare di fotografia digitalizzata che non di fotografia digitale (per comodità e uso si fa comunque ricorso sempre alla seconda definizione, pur con tutta la confusione che essa porta con sè);
-le questioni e i problemi inerenti la distinzione tra fotografia analogica e fotografia digitale sono, per la maggior parte, false questioni e falsi problemi. Che si scatti in analogico o in digitale, il corpo macchina che si utilizza è comunque costruito con un'ottica che si basa sui principi prospettici albertiani e della camera oscura rinascimentale; che venga a contatto con una pellicola o un sensore, la luce viene comunque trattata nel senso di un raggruppamento di elementi (cristalli di bromuro d'argento nella pellicola; elettroni nel sensore) laddove colpisce più a lungo o più forte. Operare in analogico o in digitale permette, al più, di applicare alcune tecniche "estreme" che sarebbero precluse utilizzando una o l'altra tecnologia, ma non vi sono altre differenze significative, se non quelle di uso, abitudine e comodità personali.


3 Commenti:
Caro Gualtiero,
interessanti riflessioni e come sempre...ottimo lavoro!Le tue foto arrivano sempre ad ok direi!Quella eseguita vicino alla stazione (Palazzo azzurro) mi ha fatto pensare ad un alveare...Chi ha messo l'annuncio ci vede come api operaie mi sà!
A risentirci presto,
Marta
Caro Gualtiero,
da piccola mi sono occupata di storia della fotografia. Devo dire che le tue foto sono di grande impatto. Bravo !
Sandra
marta: sì fa quel che si può (nel tempo lasciato libero dalla SSIS, ovviamente) :D
sandra: oh, grazie :)
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page